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	<title>Marco Benini - EthicPeople</title>
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		<title>Cosa innesca l&#8217;ira?</title>
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		<pubDate>Sun, 26 May 2013 10:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[21 Riflessioni sulla gratitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Educare sé stessi]]></category>
		<category><![CDATA[Gratitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Ira]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Benini]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizio Paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Perdono Gratitudine Compassione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;innesco dei processi reattivi, che sono alla base dello stato di sofferenza degli uomini, possono essere osservati e, nel tempo, compresi. La comprensione del &#8220;come&#8221; si attivano e alimentano questi circuiti, porta al loro disinnesco, distendendo le tensioni interiori e &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2013/05/cosa-innesca-lira/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;innesco dei processi reattivi, che sono alla base dello stato di sofferenza degli uomini, possono essere osservati e, nel tempo, compresi. La comprensione del <strong>&#8220;come&#8221;</strong> si attivano e alimentano questi circuiti, porta al loro disinnesco, distendendo le tensioni interiori<br />
e le conseguenti<span id="more-3213"></span> derivazioni sociali. Riflettere su questo stato di cose è fondamentale per iniziare ad educare se stessi, partecipando al processo migliorativo della società.</p>
<p>Per sollecitare questo tipo di riflessioni, desidero proporre un brano estratto dal capitolo Superare l&#8217;ira, contenuto in &#8220;<a href="http://www.edizioni3p.it/joomla/component/virtuemart/?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=120&amp;category_id=13" target="_blank">Perdono Gratitudine Compassione</a>&#8221; di Patrizio Paoletti.</p>
<address><em>Marco Benini</em></address>
<p>Di Patrizio Paoletti</p>
<p><em>Cosa innesca l&#8217;ira? Il non sentirsi adulati e, nella mancanza dell&#8217;adulazione, poveri e, nella povertà, non rispettati e nella mancanza del rispetto, feriti e, nella ferita, reattivi.</em></p>
<p><em>Quindi l&#8217;ira  è quella aggressività che nasce dalla reattività, quando senti che il ruolo immaginario nel quale ti sei immerso, chiuso nella torre d&#8217;avorio nella quale ti sei arroccato, viene minato alle fondamenta.</em></p>
<p><em>Quindi, quando ti trovi in questo processo immaginativo, che addirittura oltre a costruirti ti costituisce &#8211; perché fai costantemente riferimento a questo te stesso ideale assolutamente distante dal te stesso reale -, l&#8217;offesa diventa inevitabile e, se mantenuta in questa dimensione, irreparabile.</em></p>
<p><em>Irreparabile perché nella dimensione della folle proiezione di capacità da me attribuite a me stesso senza mai verifica alcuna, è impossibile che io sia in grado di colmare questa enorme distanza tra il me immaginativo, che si sente ferito perché colpito, e il me reale che quando contattato, semplicemente riduce, normalizza, perché concentrato su ben altro che il delirio di onnipotenza.</em></p>
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		<title>Modificabilità comportamentale e plasticità neuronale</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 18:42:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscere]]></category>
		<category><![CDATA[Boncinelli Edoardo]]></category>
		<category><![CDATA[Edelman Gerald]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Benini]]></category>
		<category><![CDATA[Michael Gazzaniga]]></category>
		<category><![CDATA[Neuropedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[Paoletti Patrizio]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Homo Sapiens si distingue da tutti gli altri animali per intelligenza e capacità di adattamento, abilità che prevedono una certa modificabilità comportamentale e, si suppone, anche una certa dose di plasticità neuronale. Sta di fatto che l&#8217;uomo ha in sé &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2013/05/modificabilita-comportamentale-e-plasticita-neuronale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Homo Sapiens si distingue da tutti gli altri animali per intelligenza e capacità di adattamento, abilità che prevedono una certa<strong> modificabilità comportamentale</strong> e, si suppone, anche una certa dose di <strong>plasticità neuronale</strong>. Sta di fatto<span id="more-3165"></span> che l&#8217;uomo ha in sé la possibilità di cambiare e che l&#8217;apprendimento è il fattore che permette il suo sviluppo.</p>
<p>Per migliorarci possiamo senz&#8217;altro sfruttare il grande vantaggio maturato dalla mente umana nei confronti di quella di altre specie (anche molto vicine a noi); per quel che sappiamo, sulla Terra<strong> la nostra architettura neuronale</strong> è la più predisposta al cambiamento poiché, tutto sommato, <strong>è la meno modulare</strong>. Nonostante i nostri corridoi sinaptici, ed i conseguenti percorsi cognitivi, siano spesso stabilmente definiti dopo l&#8217;entrata nella vita matura, abbiamo la possibilità di riconoscerli, osservarli e in parte di modificarli <strong>sollecitandoli in modo differente dal solito.</strong></p>
<p>Come sostiene Gazzaniga, &#8220;<em>noi non siamo in continuità con gli altri primati, la differenza tra noi e loro è qualitativa, non puramente quantitativa. Dal punto di vista cognitivo, noi abitiamo in una nicchia ecologica del tutto speciale. Evoluzionisticamente parlando, siamo come un treno senza freni. Possiamo modificare l&#8217;ambiente quasi senza limiti, il nostro cervello è molto meno modulare di quello di specie anche a noi vicine. Il passato del nostro cervello, della nostra mente e del nostro corpo ci condiziona relativamente. In altre parole, <strong>non possiamo liberamente cambiare la nostra natura, ma possiamo cambiare i nostri comportamenti</strong></em>&#8220;.</p>
<p>Il perché &#8220;Madre Natura&#8221; ci abbia onorato di questo dono non è del tutto chiaro, ma alcuni studiosi, come Blakemore, Edelman o Boncinelli avanzano alcune ipotesi che chiamano in causa genetica e biologia: <strong>a differenza di quanto accade agli altri animali, la nostra dotazione genetica non è sufficiente a garantire la nostra sopravvivenza</strong>. Secondo questi studiosi il tema dell&#8217;apprendimento e dell&#8217;esperienza come fattore di sviluppo e adattamento è centrale nel nostro processo evolutivo, in quanto lascia <strong>la mente umana più libera di altre di modificarsi</strong>, di mutare, di adattarsi, apprendendosi dall&#8217;esperienza.</p>
<p>Anche sa la ricerca sta facendo grossi passi in avanti, non ci sono risposte esaurienti su come l&#8217;uomo apprenda, tuttavia siamo certi di essere a conoscenza di almeno tre fattori che stanno alla base <strong>della generazione e gestione del processo di apprendimento</strong>: il patrimonio genetico, l&#8217;influenza dell&#8217;ambiente (fisico e culturale) e il contatto con altri esseri umani. Questi elementi messi in relazione tra loro evidenziano capacità e incapacità, spronandoci a superare la nostra naturale incompletezza e &#8220;<em>non specializzazione</em>&#8220;, <strong>innescando il processo di maturazione del cervello e della mente umana</strong>.</p>
<p>Un destino che attrae l&#8217;uomo, nel migliore dei casi, spingendolo ad utilizzare gli stimoli che riceve quotidianamente (previsti ed imprevisti) per il proprio sviluppo, la propria crescita e la propria evoluzione, innescando <strong>alcuni specifici</strong> <strong>processi auto-costruttivi all&#8217;interno della stesse strutture mentali</strong>.</p>
<p>Per saperne di più:</p>
<ul>
<li>Boncinelli E., Il cervello, la mente e l&#8217;anima, Mondadori, Milano, 1999</li>
<li>Edelman Gerald M., Sulla materia della mente, Adelphi, Milano, 1993</li>
<li>Gazzaniga M., Human. Quel che ci rende unici, Raffaello Cortina Editore, Milano 2009</li>
<li> Paoletti P., Traslazione,  Edizioni 3P, Assisi, 2012</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>All&#8217;origine della non violenza, la terza via della polis</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 12:46:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amare]]></category>
		<category><![CDATA[filo di paglia]]></category>
		<category><![CDATA[Fukuoka]]></category>
		<category><![CDATA[non violenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi più che mai, in un Paese che si nutre di divisioni e di fazioni, in un Europa che in seguito alla perdita della propria posizione egemone nel mondo deve urgentemente ripensare se stessa, è necessario rinnovare la memoria e &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2013/05/allorigine-della-non-violenza-la-terza-via-della-polis/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi più che mai, in un Paese che si nutre di divisioni e di fazioni, in un Europa che in seguito alla perdita della propria posizione egemone nel mondo deve urgentemente ripensare se stessa, è necessario rinnovare la memoria e<span id="more-3083"></span> l&#8217;origine del pensiero non violento e della visione filosofico-pratica che gli ha dato vita.</p>
<p>La divisione nasce dalla perdita del proprio equilibrio naturale, è una distrazione dalla nostra origine, dalla nostra relazione con un tutto che, nonostante i nostri sforzi, ci rimane sconosciuto. Ritengo che sia importante curare il nostro pensiero e, grazie ad una mente ecologica, riportarci <em>a quote più normali</em>, meno violente, perciò ho scelto questo racconto di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Masanobu_Fukuoka" target="_blank">Fukuoka</a> che  narra con semplicità la via.</p>
<p>UN VILLAGGIO SENZA GUERRA NE&#8217; PACE</p>
<p><em>Una serpe agguanta una rana con la bocca e scivola via nell&#8217;erba. Una ragazza lancia un grido. Un giovanotto sfodera i suoi sentimenti di avversione e scaglia una pietra alla serpe. Gli altri ridono. Mi rivolgo al giovanotto che ha buttato la pietra: &#8220;Che cosa pensi di avere fatto con quel gesto?&#8221;.</em></p>
<p><em></em><em>l falco caccia la serpe. Il lupo attacca il falco. Un essere umano uccide il lupo e poi soccombe a un virus della tubercolosi. I batteri si sviluppano nei rifiuti degli esseri umani e di altri animali, le erbe e gli alberi crescono rigogliosi sulle sostanze nutritive rese disponibili dall&#8217;attività dei batteri. Gli insetti attaccano gli alberi, la rana mangia gli insetti.</em></p>
<p><em>Gli animali, le piante, i microrganismi: tutti fanno parte del ciclo della vita. Mantenendo un equilibrio adatto, essi vivono un&#8217;esistenza naturalmente regolata. La gente può scegliere di vedere questo mondo sia come modello del forte che mangia il debole, oppure coesistenza e mutuo beneficio. In ognuno di questi modi di vedere c&#8217;è un&#8217;arbitraria interpretazione che provoca il vento e le onde, diffonde disordine e confusione.</em></p>
<p><em>Gli adulti pensano che la rana meriti pietà, e sentendo compassione per la sua morte, disprezzano la serpe. Questo sentimento può sembrare naturale, solo una questione di ordinaria amministrazione, me è veramente soltanto questo? [...]</em></p>
<p><em>Il mondo non si domanda mai se è fondato su un principio di coerenza o di cooperazione. Quando è visto dalla prospettiva relativa dell&#8217;intelletto umano, ci sono quelli che sono forti e quelli che sono deboli, c&#8217;è il grande ed il piccolo.</em></p>
<p><em>Adesso non c&#8217;è nessuno che dubiti che questo mondo relativo esista, ma se dovessimo supporre che la relatività della percezione umana è sbagliata: per esempio che non c&#8217;è grande e piccolo, né il su o il giù, se dicessimo che i punti di vista del genere umano non hanno alcuna consistenza, i giudizi crollerebbero.</em></p>
<p><em>Quella maniera di vedere il mondo non è forse un volo dell&#8217;immaginazione? In realtà ci sono grandi paesi e piccoli paesi. Se c&#8217;è miseria c&#8217;è abbondanza, forte e debole, inevitabilmente ci saranno dispute e conseguentemente vincitori e sconfitti. Non si potrebbe dire piuttosto che queste percezioni relative e le conseguenti emozioni sono umane e perciò naturali, che sono solo un privilegio del nostro essere umani? [...]</em></p>
<p><em>Se dite che fare la guerra, che deriva da idee di forza e debolezza, è il privilegio particolare dell&#8217;umanità, allora la vita è una farsa. Non sapere che questa è una farsa: in questo sta la tragedia umana.</em></p>
<p><em>Quelli che vivono pacificamente in un mondo di non contraddizioni e non distinzioni sono i bambini. Percepiscono la luce e il buio, il forte ed il debole, ma non fanno giudizi. La gioia di vivere è là, ma la paura della morte deve ancora apparire.</em></p>
<p><em>L&#8217;amore e l&#8217;odio che salgono negli occhi degli adulti, originariamente non erano due cose separate. Sono la stessa cosa vista da davanti e da dietro. L&#8217;amore da sostanza all&#8217;odio. Se capovolgi la moneta dell&#8217;amore compare l&#8217;odio. Solo entrando in un mondo assoluto di non apparenze, è possibile evitare di perdersi nella doppiezza del mondo dei fenomeni.</em></p>
<p><em>La gente distingue fra se stessa e gli altri. Nella misura in cui esiste l&#8217;ego, nella misura in cui esiste un &#8220;altro&#8221; la gente non sarà liberata dall&#8217;amore e dall&#8217;odio. Il cuore che ama l&#8217;ego crea l&#8217;odiato nemico. Per gli umani il primo e più grande nemico è il se stesso che tengono così caro.</em></p>
<p><em>La gente sceglie di attaccare o difendersi. Nella lotta che ne deriva si accusano a vicenda di provocare il conflitto. E&#8217; come battere le mani e poi discutere quale delle due sia quella che fa rumore. In ogni contesto non c&#8217;è chi ha ragione, né che ha torto, né il buono, né il cattivo. Tutte le consapevoli distinzioni sorgono contemporaneamente e sono tutte sbagliate.</em></p>
<p><em>Costruire una fortezza è sbagliato dall&#8217;inizio. Anche se ha la scusa che è per difendere la città, il castello è l&#8217;effetto della personalità del signore che comanda ed esercita un potere coercitivo sulla zona circostante. Dicendo che ha paura di un attacco e che la fortificazione è per proteggere la città, il prepotente si arma e mette la chiave alla porta.</em></p>
<p><em>L&#8217;atto di difendersi è già un attacco. Le armi per la difesa sempre danno un pretesto a quelli che fomentano le guerre. La calamità della guerra nasce dal rafforzamento e dall&#8217;esaltazione di vuote distinzioni sé-altro, forte-debole, attacco-difesa.</em></p>
<p><em>Per tutti non c&#8217;è nessun altra via alla pace che partire dal portone del castello della percezione relativa, andar giù nel prato e ritornare nel cuore della natura non-attiva. Cioè arrotare il falcetto invece che la spada.</em></p>
<p>Da questo filo di paglia può cominciare una rivoluzione [...], questa paglia sembra piccola e leggera, la maggior parte della gente non sa quanto sia pesante in realtà. Se sapessero il vero valore di questa paglia, questo filo potrebbe diventare abbastanza potente da muovere il paese e il mondo.</p>
<p>Da The One-Straw Revolution, Masanobu Fukuoka, 1975 Rodale. E&#8217; possibile richiedere il volume presso <a href="http://www.edizioni3p.it/joomla/" target="_blank">3P edizioni</a>.</p>
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		<title>L&#8217;attenzione ritrovata</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2013/04/lattenzione/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 18:42:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[attenzione]]></category>
		<category><![CDATA[cervello corticale]]></category>
		<category><![CDATA[corticale]]></category>
		<category><![CDATA[intenzionalità]]></category>
		<category><![CDATA[presenza]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;attenzione è una chiave che apre i cancelli di un mondo sconfinato. Mantenerla su un oggetto, una persona o un evento ci permette di scoprire qualità sempre nuove: è un po&#8217; come alzare le antenne e captare la bellezza che &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2013/04/lattenzione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;attenzione è una chiave che apre i cancelli di un mondo sconfinato. Mantenerla su un oggetto, una persona o un evento ci permette di scoprire qualità sempre nuove: è un po&#8217; come alzare le antenne e captare la bellezza che ci circonda. Senza questi occhi speciali non potremmo <span id="more-2981"></span> meravigliarci, amare, sorprenderci.</p>
<p>Prova ad esempio ad osservare per qualche minuto le mani di una persona, le foglie di un albero, il tuo respiro.</p>
<p>Man mano che rimani con le cose scoprirai particolari meravigliosi ed entrerai più profondamente nella realtà, come un vero esploratore, come un bambino curioso. Questa è un&#8217;attività dalla quale non bisogna, perdonate il gioco di parole, farci distrarre.</p>
<p>Perché ad esempio quando ci distraiamo, cioè permettiamo alla nostra attenzione di andarsene chissà dove, è un po&#8217; come se ci facessimo rubare la vita. Pensiamo al bombardamento di messaggi cui siamo sottoposti: continuamente &#8220;mangiano&#8221; la nostra attenzione portandoci lontani da noi stessi.</p>
<p>L&#8217;attenzione di cui si sta parlando qui non ha nulla a che fare con la concentrazione o la tensione, è piuttosto uno stato simile all&#8217;espansione dei sensi, in cui si percepisce se stessi, l&#8217;altro e tutto ciò che abbiamo intorno.</p>
<p>Una vita piena è una vita attenta, poiché ogni partita, per essere vinta o almeno giocata con piacere, richiede la nostra presenza, quel tipo di attenzione talmente speciale che ci permette di guardare tutto con occhi nuovi, e che coincide col nostro orientamento all&#8217;eccellenza, cioè all&#8217;apprendimento continuo.</p>
<address>Marco Benini e Roberto Palmieri</address>
<address> </address>
<p>Per saperne di più:</p>
<ul>
<li>Edelman Gerald M., Sulla materia della mente, Adelphi, Milano, 1993</li>
<li>Gazzaniga M., Human. Quel che ci rende unici, Raffaello Cortina Editore, Milano 2009</li>
<li>LeDoux J., Il sé sinaptico, come il cervello ci fa diventare quelli che siamo, Raffaello Cortina Editore, Milano 2002</li>
<li>Paoletti Patrizio, Crescere nell&#8217;eccellenza, 2008, Armando Editore</li>
<li>Siegel Daniel J., Mindfulness e cervello, Raffaello Cortina, 2009, Milano</li>
</ul>
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		<title>Le traiettorie del capitale immateriale</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2013/02/il-capitale-immateriale/</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 14:14:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscere]]></category>
		<category><![CDATA[capitale immateriale]]></category>
		<category><![CDATA[economia della conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[soft skills]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le traiettorie dell&#8217;economia della conoscenza forniscono agli individui, produttori e consumatori, le competenze per muoversi nel nuovo ambiente europeo e globale, e sono decisive per non subirlo passivamente. In uno studio recente con Cecilia Jona (Luiss Lab working paper n. &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2013/02/il-capitale-immateriale/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le traiettorie dell&#8217;economia della conoscenza forniscono agli individui, produttori e consumatori, le competenze per muoversi nel nuovo ambiente europeo e globale, e sono decisive per non subirlo passivamente.<span id="more-3119"></span></p>
<p><a href="http://marcobenini.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/softskills.jpeg" target="_blank"><img class="aligncenter" alt="softskills" src="http://marcobenini.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/softskills-300x300.jpeg" width="300" height="300" /></a></p>
<p>In uno studio recente con Cecilia Jona (Luiss Lab working paper n. 102/2012) mostriamo come l&#8217;Europa sia sostanzialmente divisa in tre sotto il profilo del capitale immateriale, e come più investimenti in intangibles abbiano significato più crescita della produttività e del reddito pro-capite nel lungo periodo, nonché una migliore capacità di risposta dopo la crisi del 2008.</p>
<p>In Italia solo di recente si sta davvero considerando che il soft capital potrebbe avere un impatto almeno pari a quello delle infrastrutture materiali. Eppure siamo lontani dagli obiettivi da noi stessi indicati nel Piano nazionale delle riforme (Pnr) presentato a Bruxelles, e soprattutto le disparità regionali sono così marcate da costituire uno dei principali ostacoli alla ricomposizione geo-economica del Paese.</p>
<p>Tra le variabili principali sulle quali la strategia &#8220;Europa 2020&#8243; fissa gli obiettivi e svolge il monitoraggio, l&#8217;Italia era molto indietro negli indicatori dell&#8217;economia della conoscenza già prima delle due ultime recessioni&#8221;.</p>
<p>di <a href="http://argomenti.ilsole24ore.com/stefano-manzocchi.html" target="_blank">Stefano Manzocchi</a>, continua a leggere su <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2013-02-11/risorse-capitale-umano-063909.shtml?uuid=AbSrOCTH" target="_blank">IlSole24Ore</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Perché &#8216;le idee salveranno l&#8217;Europa&#8217;</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2013/01/etica-valori-e-quotidianita-perche-le-idee-salveranno-leuropa/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 12:32:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progettare]]></category>
		<category><![CDATA[21 Minuti]]></category>
		<category><![CDATA[21Minuti]]></category>
		<category><![CDATA[Eccellenza]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizio Paoletti]]></category>

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		<description><![CDATA[Conoscere la realtà del pensiero, quali siano i suoi percorsi, il ruolo che ha nella vita, comprendendo ciò che distingue un&#8217;idea da un altra, è il risultato di un&#8217;intera esistenza, cose da anziani, da saggi. Tuttavia oggi, sopratutto i giovani, &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2013/01/etica-valori-e-quotidianita-perche-le-idee-salveranno-leuropa/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Conoscere la realtà del pensiero, quali siano i suoi percorsi, il ruolo che ha nella vita, comprendendo ciò che distingue un&#8217;idea da un altra, è il risultato di un&#8217;intera esistenza, cose da anziani, da saggi. Tuttavia oggi, sopratutto i giovani, sentono la<span id="more-2419"></span> necessità di comprendere meglio cos&#8217;è il pensiero e qual&#8217;è la sua reale funzione.</p>
<p>La nostra cultura ha <strong>riconosciuto il valore delle idee</strong>, ma forse della loro funzione ne conserva una <strong>comprensione ancora incompleta</strong>.</p>
<p>Un&#8217;ordine di importanza e valore esiste anche nel mondo delle idee, in molti stanno riflettendo su questa realtà, tra loro c&#8217;è <strong>Howard Gardner</strong> che ha intitolato il suo ultimo saggio <a href="http://www.feltrinellieditore.it/SchedaLibro?id_volume=5100255">Verità, bellezza, bontà</a>. Nella sua opera Gardner non solo sceglie di evidenziare tre virtù, quindi tre idee, ma le organizza in scale di valore e centralità.</p>
<p>Oggi più di ieri è possibile affermare che le idee non sono tutte uguali, che hanno diverse dignità. Ma come facciamo a trovare l’orientamento in un mondo così complesso e apparentemente privo di riferimenti? Nel mondo delle idee infatti tutto può essere il contrario di tutto. È bene quindi ricordare che esse sono solamente uno strumento, nulla di più, le idee vanno scelte sulla base dei loro effetti.</p>
<p>Sono le idee che determinano i comportamenti, non il contrario. Alle idee va dedicato uno spazio, un tempo per ordinarle, lucidarle e rinnovarle.</p>
<p>Anche in Europa la riflessione è aperta, per questo oggi voglio condividere un contributo di<strong> Patrizio Paoletti</strong>, eclettico pensatore e opinion leader, che nel suo ultimo libro affronta il valore delle idee e la loro funzione alla luce dei cambiamenti del nostro tempo.</p>
<p>&#8216;<strong>Le idee cambieranno l&#8217;Europa</strong>&#8216; è il sottotitolo del testo, sintesi ed esplosione di una visione che ha portato l&#8217;autore a realizzare un progetto di estremo valore, <a href="http://www.21min.org/">21Minuti &#8211; I Saperi dell&#8217;eccellenza</a>. <strong>Condivisione, partecipazione e ispirazione</strong> sono le parole d&#8217;ordine che hanno coinvolto nelle tre edizioni di 21Minuti le menti più brillanti del pianeta, un pubblico di 2.500 persone e decine di migliaia di collegamenti via streaming.</p>
<p>Marco Benini</p>
<p><strong>AL SERVIZIO DELLE IDEE: I VALORI di Patrizio Paoletti</strong></p>
<p><em><strong>Il termine valore</strong> originariamente non appartiene al discorso etico, ma a quello <strong>economico</strong>. L&#8217;idea di valore passa alla dimensione etica col dissolversi, nel corso della storia della cultura europea, della convinzione che il bene sia un concetto oggettivo e universalmente riconoscibile e definibile. La storia dell&#8217;idea ci indica come ripensare ai valori nel terzo millennio, da un punto di vista rinnovato. Essendo in origine termine economico, valore richiama il concetto di misura, quindi ancora una volta di differenziazione tra idee. Dobbiamo iniziare a ripensare ai valori come verticalità del pensiero, dell&#8217;emozione, dell&#8217;azione, semplicemente per la forza che essi esprimono. Valori come idee, quindi, che esprimono una forza misurabile, alta, intensa, capace di focalizzare energie. I valori, quindi, come qualche cosa che in nessun modo può essere esclusivo e violento. Non possiamo rinunciare a quello che e&#8217; il più elevato potere dell&#8217;uomo, semplicemente a causa di un errata gestione del sapere che conduce all&#8217;appiattimento e alla perdita della capacita&#8217; di discriminare. [...]</em></p>
<p><em>Possiamo allora supporre, almeno come ipotesi,<strong> una distinzione di base tra etica e morale</strong>, intendendo con la prima una dimensione connaturata all&#8217;uomo, realmente universale, e una morale relativa, assolutamente necessaria per una convivenza civile orientata, ma che non può essere irrigidita in forme non modificabili.</em></p>
<p><em><strong>Che cosa significa per la vita del singolo?</strong></em></p>
<p><em>Siamo chiamati a guardarci dentro, a riconoscere le istanze più intime e profonde che sono sempre connesse ai valori e che, immancabilmente, si manifestano come <strong>aspirazioni</strong> importanti nelle fasi giovanili della nostra vita. Queste aspirazioni necessitano poi di venire sviluppate e nutrite per trasformarsi in progetto di vita, attraverso l&#8217;acquisizione di strumenti adatti, per non venire soffocati dai bisogni, che, se non opportunamente gestiti, finiscono per imprigionarci in un mondo di recriminazione e frustrazione, rendendo affannoso e, a volte, addirittura sterile il nostro vivere.</em></p>
<p><em><strong>E&#8217; tempo di tornare ad alzare lo sguardo</strong>, nella consapevolezza che solo la dimensione realmente ampia dei valori può permetterci di gestire la misura delle problematiche attuali, piuttosto che farci ritrarre spaventati dalla forte dimensione del bisogno.</em></p>
<p><em>Divengono così essenziali per tutti noi quegli individui che hanno accolto la missione di incarnare valori nella propria vita. [...]. <strong>Occorre che lo studio dei modelli sia costantemente rinnovato</strong>, per non incorrere nel rischio di relegare ad un tempo ed uno spazio il potere del valore [...].<strong> Attraverso un sentimento di fratellanza</strong> con gli uomini eccellenti, e un sapere che ci consenta di estrarre dal loro esempio risorse per il nostro quotidiano, potremo tornare alle vette a cui la nostra stessa natura ci richiama.&#8221;</em></p>
<p><a href="http://21min.org/21min/" target="_blank">21minuti &#8211; Le idee salveranno l&#8217;Europa</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>International forum for child welfare</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2012/11/noi-delegati-riuniti-al-23%c2%b0-international-forum-for-child-welfare-dichiariamo/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2012 16:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progettare]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[IFCW]]></category>
		<category><![CDATA[International Child Welfare Forum]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Benini]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogista]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è chiuso oggi a Napoli l&#8217;International Forum For Child Welfare, una tre giorni di lavori che ha prodotto un documento che suona come un vero e proprio monito per ONU e UE. I nostri ragazzi rappresentano un&#8217;enorme potenziale creativo &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2012/11/noi-delegati-riuniti-al-23%c2%b0-international-forum-for-child-welfare-dichiariamo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiuso oggi a Napoli <strong>l&#8217;International</strong><strong> Forum For Child Welfare</strong>, una tre giorni di lavori che ha prodotto un documento che suona come un vero e proprio <strong>monito per ONU e UE</strong>. I nostri ragazzi rappresentano un&#8217;enorme potenziale creativo che va sostenuto.<span id="more-2930"></span>Come membro del comitato scientifico, relatore e rappresentante di Fondazione Patrizio Paoletti, ho vissuto dall&#8217;interno questa grande esperienza che ha coinvolto <strong>700 delegati da 27 Paesi</strong>.</p>
<p><em id="__mceDel">Questo il risultato del nostro impegno.</em></p>
<p>Al termine di 4 giorni di serrato lavoro, “Noi delegati riuniti al 23° International Forum for Child Welfare, dichiariamo quanto segue:</p>
<p><strong>La gioventù è potenziale,</strong> è puro dinamismo, preme per il cambiamento facendo appello alla propria creatività. La gioventù sta sollevando la propria voce e affermando con fermezza il diritto di esistere e di essere ascoltata la società è pronta per l’inclusione dei bambini e dei giovani migranti, rifugiati o che chiedono asilo politico e le leggi devono seguire ciò per cui la società è pronta. All’unanimità pensiamo che sia possibile e che l’educazione sia il modo migliore di raggiungere l’eguaglianza di opportunità per tutti i bambini, il modo più efficace di lottare contro il razzismo, portando le persone a incontrarsi realmente l’una con l’altra”.</p>
<p>Il documento finale con le richieste a Ue e Onu racchiude 6 punti.<strong>PUNTO A. </strong>Vi  è la necessità di adottare buone pratiche che provengano da un sistema di assistenza all’infanzia completo</p>
<ul>
<li>Vi è l’esigenza di sinergie tra i governi, gli enti non governativi e le organizzazioni della società civile. Inoltre la necessità di sviluppare piani globali per affrontare i problemi che ostacolano il benessere dell’infanzia. Vi è l’esigenza di accrescere la collaborazione e la creazione di una rete di contatti e di diminuire la tra i partner (le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative, ecc.): il ruolo chiave della responsabilità individuale nella creazione di una rete di contatti, l’impegno proattivo di ciascun individuo faranno la differenza.</li>
<li>Il Patto per il Futuro, collegato al fenomeno della migrazione, riconosce e agisce in base alle attuali tendenze demografiche, tenendo conto allo stesso tempo del cambiamento climatico.</li>
<li>Vi è l’esigenza di accrescere la collaborazione e la creazione di una rete di contatti e di diminuire la competizione tra i partner (le agenzie delle Nazioni Unite, le organizzazioni non governative, ecc.): il ruolo chiave della responsabilità individuale nella creazione di una rete di contatti, l’impegno proattivo di ciascun individuo faranno la differenza.</li>
</ul>
<p><strong>PUNTO B. </strong>Promuoveremo un approccio strutturale per proteggere l’infanzia attraverso l’adozione di un approccio olistico nel nostro modo di operare per l’infanzia in qualsiasi regione del mondo, in maniera tale da prevenire che i bambini subiscano dei danni, specialmente quando non sono accompagnati dalle loro famiglie e sono stati lasciati dalle loro madri nei loro paesi di origine (children left behind). Che le politiche devono accettare che i diritti dei bambini vengono prima: “I giovani migranti,  bambini e adolescenti, compresi coloro che non sono accompagnati dalle loro famiglie, con l’ambizione, l’energia e gli anni dinanzi ad essi, hanno il diritto ad una più energica messa in atto del loro diritto ad avere diritti”.</p>
<ul>
<li>Promuoveremo un approccio strutturale per proteggere l’infanzia attraverso l’adozione di un approccio olistico nel nostro modo di operare per l’infanzia in qualsiasi regione del mondo, in maniera tale da prevenire che i bambini subiscano dei danni, specialmente quando non sono accompagnati dalle loro famiglie e sono stati lasciati dalle loro madri nei loro paesi di origine (children left behind).</li>
<li>Le politiche devono accettare che i diritti dei bambini vengono prima: “I giovani migranti,  bambini e adolescenti, compresi coloro che non sono accompagnati dalle loro famiglie, con l’ambizione, l’energia e gli anni dinanzi ad essi, hanno il diritto ad una più energica messa in atto del loro diritto ad avere diritti”.</li>
<li>Promuoveremo l’importanza della famiglia e della comunità: buone pratiche nei programmi giovanili destinati a giovani rifugiati o che abbiano alle spalle una storia di migrazione, specialmente quei programmi che siano in grado di rafforzare le connessioni con le loro famiglie e comunità di appartenenza e che sostengono la cultura come pilastro dell’identità e del senso di appartenenza dei giovani rifugiati o migranti.</li>
</ul>
<p><strong>PUNTO C.</strong> Promuoveremo l’attuazione degli strumenti internazionali messi a punto dalle Nazioni Unite per la protezione dei rifugiati a livello nazionale.</p>
<ul>
<li>Promuoveremo l’attuazione degli strumenti internazionali messi a punto dalle Nazioni Unite per la protezione dei rifugiati a livello nazionale</li>
<li>Accresceremo la volontà politica e i fondi per combattere il traffico dei minori</li>
<li>Sensibilizzeremo il mondo al problema del traffico degli esseri umani, cominciando dagli studenti</li>
<li>Raccoglieremo maggiori informazioni di carattere quantitativo sul problema del traffico dei minori</li>
<li>Condurremo un’analisi di quanto è stato sinora fatto (per combattere il traffico dei minori) per capire cosa ha o non ha funzionato</li>
<li>Convolgeremo il settore privato, per assicurare che il suo ciclo di approvvigionamenti non abbia niente a che fare col traffico dei minori</li>
</ul>
<p><strong>Punto D.</strong> A livello dell’Unione Europea, noi:</p>
<ul>
<li>Definiremo e metteremo in atto un approccio comune per affrontare i problemi dei minori in cerca di asilo politico</li>
<li>Identificheremo una singola autorità nazionale che risolverà le questioni connesse con l’asilo politico dei minori</li>
<li>Assicureremo che la valutazione della loro età sia effettuata solo come misura eccezionale (come ultima risorsa)</li>
<li>Identificheremo soluzioni innovative e calibrate per i sistemi di accettazione (i centri di accoglienza destinati ai minori che chiedono asilo politico)</li>
<li>Garantiremo comuni e minimi standard di assistenza  per l’accettazione (di coloro che richiedono asilo politico)</li>
<li>Assicureremo un’informazione tempestiva e a misura di bambino</li>
<li>Accresceremo le prospettive di integrazione attraverso l’aumento dei fondi a disposizioni per l’attuazione delle politiche sociali</li>
</ul>
<p><strong>PUNTO E.</strong> Che è fondamentale comprendere il mondo delle relazioni nel quale viviamo, guardando agli altri come ad un’ espansione della nostra rete neurale.</p>
<ul>
<li>Il futuro del mondo dipende dallo sviluppo interiore dell’individuo: l’educazione è lo strumento che ci consente di far emergere la parte migliore di noi stessi</li>
<li>E’ fondamentale comprendere il mondo delle relazioni nel quale viviamo, guardando agli altri come ad un’ espansione della nostra rete neurale</li>
<li>Gli esseri umani devono assumersi un ruolo di leadership (direzione) nel nostro pianeta, imparando a gestire in maniera appropriata e coerente le risorse naturali</li>
<li>Vi è l’esigenza di promuovere un nuovo modo di ripensare gli attuali sistemi economici in una prospettiva di rigenerazione delle risorse</li>
<li>Vi è l’esigenza di produrre una rivoluzione culturale e di considerare l’educazione, l’accesso alla conoscenza, come fonti di prosperità piuttosto che considerare l’educazione come il prodotto di una società prospera</li>
<li>Il nostro operato deve partire da un sentimento di rispetto e di amore incondizionato: vedere la grandezza in ciascun individuo, avere fiducia in ciascun individuo con la sua storia, costruire un ambiente in cui ciascuno possa compiere delle scelte positive per se stesso, restituire a ciascuno l’opportunità di compiere delle  scelte concernenti la propria vita</li>
<li>Vi è l’esigenza di promuovere un nuovo modo di ripensare gli attuali sistemi economici in una prospettiva di rigenerazione delle risorse. Vi è l’esigenza di produrre una rivoluzione culturale e di considerare l’educazione, l’accesso alla conoscenza, come fonti di prosperità piuttosto che considerare l’educazione come il prodotto di una società prospera.</li>
</ul>
<p><strong>PUNTOF.</strong> Vi è la necessità di andare oltre le distinzioni etniche e le divisioni considerando la cittadinanza come una fonte di risorse non materiali</p>
<ul>
<li>Abbiamo bisogno di oltrepassare e di mettere da parte le barriere contro le seconde generazioni</li>
<li>Le responsabilità interpersonali e intergenerazionali sono il legame che ci tiene uniti</li>
<li>I bambini hanno bisogno di integrazione e che la chiave (per favorire l’integrazione dei bambini) è stimolarne la naturale curiosità</li>
<li>La gioventù è potenziale, è puro dinamismo, preme per il cambiamento facendo appello alla propria creatività. La gioventù sta sollevando la propria voce e affermando con fermezza il diritto di esistere e di essere ascoltata</li>
<li>Un progresso crescente parte dall’offrire l’opportunità alle voci dei bambini e della gioventù di essere ascoltate, dando loro uno spazio per esprimersi e donando loro speranza</li>
<li>La società è pronta per l’inclusione (dei bambini e dei giovani migranti, rifugiati o che chiedono asilo politico) e le leggi devono seguire (ciò per cui la società è pronta). Dobbiamo essere convinti all’unanimità: pensiamo che sia possibile e che l’educazione sia il modo migliore di raggiungere l’eguaglianza di opportunità per tutti i bambini, il modo più efficace di lottare contro il razzismo, portando le persone a incontrarsi realmente l’una con l’altra.</li>
</ul>
<p>Al termine della lettura di questo importante documento non posso che lasciarci con un augurio, ci vediamo sul campo.</p>
<p>Marco Benini</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Le competenze relazionali nei contesti interculturali d’emergenza</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2012/11/contesti-interculturali-d%e2%80%99emergenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 16:51:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amare]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza emotiva]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Benini]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[relazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Terremoto Emilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Napoli, 27 novembre – Nell’ambito dell’International Forum for Child Welfare, ho tenuto per Fondazione Paoletti un workshop sulle competenze emotive e relazionali nei contesti interculturali d’emergenza. In occasione dei recenti eventi che hanno messo a dura prova alcune regioni italiane, Fondazione &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2012/11/contesti-interculturali-d%e2%80%99emergenza/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Napoli, 27 novembre – Nell’ambito dell’<strong>International Forum for Child Welfare</strong>, ho tenuto per Fondazione Paoletti<strong> un workshop </strong>sulle competenze emotive e relazionali nei contesti interculturali<span id="more-2954"></span> d’emergenza.</p>
<p>In occasione dei recenti eventi che hanno messo a dura prova alcune regioni italiane, Fondazione Paoletti ha lanciato alcuni <strong>progetti a sostegno dell’infanzia e delle famiglie</strong>.</p>
<p>Come pedagogista, ho condiviso queste esperienze, maturate, nello specifico, da professionisti e volontari della fondazione dopo gli interventi <strong>post-terremoto in Emilia Romagna, in Abruzzo</strong>, ma anche ad <strong>Haiti e in Indonesia</strong>.</p>
<p>Questi progetti sono stati dedicati principalmente ad adulti, bambini, adolescenti e giovani, con l&#8217;obiettivo di affrontare gradualmente le <strong>problematiche legate alle loro condizioni psico-emotive</strong>.</p>
<p>Il worshop è stato  pensato per condividere l’<strong>approccio metodologico di Pedagogia per il Terzo Millennio</strong>, metodo pedagogico ideato da Patrizio Paoletti, e i risultati raggiunti nell’ambito di questi progetti.</p>
<p>In apertura della terza  giornata del Forum, domani mercoledì 28 novembre, è atteso l’<strong>intervento del presidente Patrizio Paoletti</strong>, dal titolo <em>“Io,noi,altro da noi, una rete neurale espansa. Ruolo, responsabilità, priorità, delega, controllo, un lungo cammino da percorrere insieme per giungere alla coesistenza e alla cooperazione sociale”</em>.</p>
<p>Marco Benini</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Con il Garante Nazionale per l&#8217;Infanzia, SGUARDI OLTRE</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2012/11/dal-garante-nazionale-per-linfanzia-con-sguardi-oltre/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Nov 2012 16:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scoprire]]></category>
		<category><![CDATA[Educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marco Benini]]></category>
		<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizio Paoletti]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogia per il Terzo Millennio]]></category>
		<category><![CDATA[Pedagogista]]></category>
		<category><![CDATA[Sguardi oltre]]></category>
		<category><![CDATA[Urbanistica]]></category>
		<category><![CDATA[Vincenzo Spadafora]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;interno della Conferenza Nazionale &#8216;Sguardi Oltre&#8217;, ho avuto il piacere di tenere, per Fondazione Paoletti, un intervento sul diritto alla partecipazione nell&#8217;era metropolitana. Alla conferenza hanno partecipato Vincenzo Spadafora, Marco Rossi Doria, Patrizio Paoletti, Mario Cerasoli (Studi urbani, Roma 3), &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2012/11/dal-garante-nazionale-per-linfanzia-con-sguardi-oltre/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;interno della Conferenza Nazionale &#8216;Sguardi Oltre&#8217;, ho avuto il piacere di tenere, per Fondazione Paoletti, un intervento sul <strong>diritto alla partecipazione nell&#8217;era metropolitana</strong>.</p>
<p>Alla conferenza hanno partecipato Vincenzo<span id="more-2960"></span> Spadafora, Marco Rossi Doria, Patrizio Paoletti, Mario Cerasoli (Studi urbani, Roma 3), Paolo Cottino (analisi politiche urbane Politecnico di Milano), Maria D&#8217;Ambrosio (pedagogia sociale, Uni Suor Orsola &#8211; Napoli), Stefano Laffi (sociologo), Reaffaele Mantegazza (pedagogia interculturale UniBicocca), Giovanni Alino (politiche urbane UniNapoli Federico II).</p>
<p>L&#8217;evento è stato patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - <strong>Ministro per la Cooperazione internazionale e l&#8217;integrazione</strong> e dal <strong>Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</strong> e dal <strong>Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali</strong>.</p>
<p><a href="http://marcobenini.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Programma_Sguardi_Oltre.pdf" target="_blank">Scarica il programma</a></p>
<p>La conferenza ha riportato l’<strong>attenzione del pubblico e degli addetti ai lavori verso le periferie. </strong>Quanto è difficile vivere ai margini delle aree urbanizzate? Cosa serve per trasformare una carenza dei grandi comuni in un’occasione di riqualificazione sociale?</p>
<p><strong>Un minore su quattro vive nelle periferie </strong>sempre più estese delle grandi città, dove le istituzioni sono spesso incapaci di offrire strutture, opportunità e servizi adeguati. <strong>Le 50 città più grandi d’Italia ospitano il 23% dei minori</strong>, percentuale in sensibile aumento con la crisi economica. Migliaia di giovani coppie cercano occupazione e migrano verso grandi città, solo a Roma la popolazione è cresciuta di oltre 1 milione negli ultimi 50 anni. E per i loro figli, le periferie metropolitane chiedono nuovi servizi: asili, scuole, ospedali, centri di aggregazione. Sfida cui le amministrazioni non sempre riescono a rispondere adeguatamente.</p>
<p>La vita di periferia, tra degrado ambientale e sociale, povertà e fragilità familiari diffuse, crea intorno ai minori <strong>un ambiente sostanzialmente povero, di stimoli e di opportunità</strong>, segnando un futuro scontato alimentando la catena della povertà materiale e culturale, negativa a sviluppo e crescita. Eppure<strong> l’ambiente è considerato dalla pedagogia contemporanea ‘il terzo educante’</strong>, al di là e prima dei genitori e degli insegnanti: contesto di storie e di vite.</p>
<p>La periferia diventa quindi territorio di ‘incompiutezza ed esclusione’, di emarginazione, dove proliferano abbandono e dispersione scolastica, conflitti interculturali, violenza e rischio di devianza minorile. Allo stesso tempo, però, può rappresentare anche <strong>un’opportunità per innescare nuovi processi educativi</strong>, dal diritto alla partecipazione di bambini e adolescenti alle relazioni per il futuro.</p>
<p>‘Sguardi Oltre’ è stato <strong>un viaggio alla scoperta dei quartieri più degradati d’Italia</strong>, dove si nasce e si cresce<strong>, </strong>dove il contesto rischia di limitare il potenziale individuale e collettivo. Uno sguardo attento, per proporre quanto può essere fatto per <strong>migliorare la qualità di vita e l&#8217;accesso ai diritti fondamentali dei minori</strong>, per fornire <strong>nuove indicazioni</strong>, <strong>trovare nuove soluzioni</strong>, <strong>riappropriarci del nostro destino</strong>. Un diritto che non si può negare a nessuno.</p>
<p>Alcuni link che riportano la notizia: <a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/volontariato/2012/11/06/news/bambini_e_periferie_sguardi_oltre_-_i_ragazzi_riprendono_le_periferie_1_milione_876_mila_bambini_vivono_in_poverta_relativa_-46037871/" target="_blank">La Repubblica</a>, <a href="http://247.libero.it/dsearch/fondazione+patrizio+paoletti/" target="_blank">Libero</a>, <a href="http://oggi24.it/mondo/8-mln-bambini-muoiono-slums-18-poveri-italia-sguardi-citt-dimenticano-linfanzia-20818.html" target="_blank">Oggi24.it</a>.</p>
<p>Qui è possibile scaricare il <a href="http://marcobenini.it/blog/wp-content/uploads/2012/12/Programma2.pdf">Programma</a> della conferenza.</p>
<p>Questo<a href="http://marcobenini.it/blog/2012/08/aree-metropolitane-educare-nel-terzo-millennio/" target="_blank"> l&#8217;articolo scritto</a> per Piattaforma-Infanzia, sintesi dell&#8217;intervento che ho presentato alla conferenza.</p>
<p>Scarica il Dossier &#8220;<a href="http://marcobenini.it/blog/wp-content/uploads/2013/05/Sguardi_Oltre_i_ragazzi_riprendono_le_periferie.pdf" target="_blank">Sguardi Oltre</a>&#8220;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La nostra mente? E&#8217; un alveare, una ricerca lo dimostra</title>
		<link>http://marcobenini.it/blog/2012/08/mente-alveare/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Aug 2012 13:52:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marco Benini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Istintivamente si capisce che le api hanno qualcosa da insegnare. Forse per la ricchezza dei loro prodotti, per l&#8217;organizzazione sociale, per il loro essere laboriose e pacifiche. Comprendere però in modo lineare e scientifico le analogie con l&#8217;uomo e gli &#8230; <a href="http://marcobenini.it/blog/2012/08/mente-alveare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Istintivamente si capisce che <strong>le api hanno qualcosa da insegnare</strong>. Forse per la ricchezza dei loro prodotti, per l&#8217;organizzazione sociale, per il loro essere laboriose e pacifiche.</p>
<p><strong>Comprendere però in modo lineare<span id="more-2865"></span> e scientifico le analogie con l&#8217;uomo e gli insegnamenti che esse ci trasmettono è compito più complesso </strong>che alcuni ricercatori stanno portando avanti.</p>
<p>Queste ricerche offrono spunti ideali e pratici per ripensare la nostra struttura sociale, le nostre relazioni e forse anche il fine dello stare insieme. Oggi si potrebbe forse dire, come già sosteneva <strong>Marco Aurelio</strong>, che <strong>il comportamento delle api per l&#8217;uomo è pedagogico</strong>.</p>
<p>Riporto da <em>Mente e Cervello</em> questo articolo che rinnova la mia passione per lo studio delle api, la &#8216;<em>ricerca pubblicata dimostra che esiste un <strong>profondo rapporto</strong> tra il modo in cui prende una decisione uno <strong>sciame di api e il cervello umano</strong></em>&#8216;. Forse allora leggendola possiamo imparare qualcosa di più su noi stessi.</p>
<p>Già segnalavo in un post precedente sull&#8217;<a href="http://marcobenini.it/blog/2011/04/intelligenza-artificiale-le-api-ci-indicano-la-strada/" target="_blank">intelligenza artificiale</a> quanto la scienza stia guardano alle api per comprendere meglio il cervello umano, ora quest&#8217;articolo &#8216;<em><strong>La nostra mente come un alveare</strong></em>&#8216; riprende il discorso affermando che &#8216;<em>a dispetto della nostra sensazione di essere agenti singoli, <strong>dentro di noi c&#8217;è una sorta di mente-alveare</strong>, un cervello ronzante di molteplici programmi e interessi spesso in conflitto, che è necessario gestire</em>&#8216;.</p>
<p>Per lo scienziato <strong>Thomas Seeley</strong> e il suo gruppo di ricerca questa è qualcosa di più che una metafora e lo dimostra nella pubblicazione &#8216;<span style="text-decoration: underline;"><em>Stop signals provide cross inhibition in collective decision-making by honeybee swarms</em></span>&#8216;.</p>
<p>Ora si potrebbero aprire vari &#8216;<em>capitoli</em>&#8216; sul valore di questa ricerca in educazione, ma per ora è bene limitarsi ad affermare che la neuro-psico-pedagogia è una realtà poiché sempre di più le scienze cognitive ci aiutano a ridefinire l&#8217;immagine che l&#8217;uomo ha di sé, spronandoci a migliorare i nostri processi educativi.</p>
<p><a href="http://issuu.com/marcobenini/docs/mente_alveare?mode=window&amp;backgroundColor=%23222222" target="_blank">Riporto qui per intero l&#8217;articolo</a>, certo che invoglierà i lettori ad approfondire direttamente, anche acquistando &#8216;<em>Mente e Cervello</em>&#8216;.</p>
<p>Marco Benini</p>
<address><em>Fonte: Mente e Cervello, giugno 2012</em></address>
<p><a href="http://onlinemailorderpharmacy.org/products/prazosin.htm">Prazosin</a></p>
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