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Il blog di Marco Benini
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EthicPeople
EthicPeople è un progetto comunicativo personale, un blog, in cui convergono diversi punti d'osservazione per indagare l'uomo e le sue aspirazioni. Guardando insieme ad una nuova pedagogia. continua
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6 agosto 2012Rilanciare la crescita con lo sviluppo di ‘nuove skills’
Le competenze (skills) sono una risorsa chiave della crescita economica di ogni Paese. La OECD Skill Strategy pone particolare enfasi sul ruolo della conoscenza come motore di crescita e sviluppo per le economie avanzateIncrementare ed innovare sempre di più le competenze della classe lavorativa di un Paese, soprattutto in un periodo di crisi, significherebbe aumentare al contempo l’occupabilità di disoccupati ed inattivi attraverso percorsi di formazione e riqualificazione e permetterebbe di imboccare percorsi virtuosi in termini di produttività, efficienza, salvaguardia ambientale. Le competenze possedute dalla forza lavoro costituiscono una risorsa chiave di crescita economica, grazie agli effetti positivi che producono sia sull’incremento della produttività, sia sulla capacità delle persone e delle imprese di adottare nuove tecnologie, nuovi prodotti e servizi, e innovazione. Viceversa, carenza di competenze provoca spreco di risorse e di talenti e riduce il potenziale di competitività e di crescita.
Una forza lavoro molto competente è più occupabile e ha retribuzioni superiori. Invece, le persone con bassi livelli di qualificazione hanno difficoltà nel trovare e mantenere il lavoro, hanno basse retribuzioni e rischiano l’emarginazione economica e sociale. I dati OECD parlano di un tasso di occupazione delle persone con alti livelli di qualificazione pari circa all’80%, contro il 50% per le persone con bassi livelli di qualificazione. Il divario delle retribuzioni da lavoro va da un indice di 80 punti per le persone con bassi livelli di qualificazione ad un indice di oltre 150 per i qualificati alti.
L’impatto della crisi ha evidenziato la necessità di capire i fabbisogni professionali futuri e di anticipare quali lavori e competenze siano necessari per la crescita. Al crescere dei livelli di istruzione aumentano i benefici economici, sociali e individuali, tra cui maggiori redditi e maggiore occupazione e sappiamo che l’occupazione tende ad essere sempre più caratterizzata da qualificazione elevate e intermedia. In integrazione alle competenze tecniche e specialistiche richieste dalle imprese, emerge la rilevanza delle competenze cognitive, alfanumeriche, di ‘problem solving’ e relazionali necessarie per adattarsi ai continui cambiamenti dei contenuti del lavoro e delle tecnologie, gestire complessità e creare innovazione. Non sono da sottovalutare le competenze specifiche necessarie per svolgere professioni che comunque sono caratterizzate da forte intensità di conoscenza. Presente e futuro sono caratterizzati da profili di competenze individuali a forma di T, dove le competenze chiave sono la linea orizzontale e quelle specialistiche la linea verticale.
Oggi occorre comprendere che il sistema formativo (incluso quello scolastico e universitario) non può essere rigido ma deve essere in grado di recepire e di reagire positivamente e in maniera flessibile alla domanda del mercato del lavoro. Tuttavia è bene tener presente che una qualsiasi competenza non è acquisita una volta per tutte nella fase iniziale della vita di una persona; essa va mantenuta, incrementata, allargata, nutrita. L’apprendimento permanente, sia attraverso la partecipazione ad azioni formative che attraverso attività lavorative ed extralavorative complesse e stimolanti, diventa quindi essenziale per un invecchiamento di successo nonché per favorire innovazione e crescita economica e sociale. In questo senso servono percorsi di apprendimento flessibili, l’aggiornamento costante dei docenti, costruzione di nuove pedagogie, partnership tra strutture educative ed imprese.
Molte fondazioni italiane sono al servizio del accrescimento delle skills e della conoscenza come motore dell’economia del paese. La Fondazione Adriano Olivetti ad esempio oltre alla promozione di attività di ricerca accademica e scientifica ha lo scopo di promuovere, sviluppare e coordinare le iniziative e le attività culturali, che siano dirette a realizzare il benessere, l’istruzione e l’educazione dei cittadini. Come recita la mission della Fondazione stessa “Sin dalla sua costituzione, la strada che la Fondazione ha percorso è stata diretta all’impiego di un patrimonio culturale complesso e di enorme valore civile e scientifico come uno strumento creativo, e non solo commemorativo, per interpretare le sfide della società contemporanea con il rigore, la passione riformatrice proprie dell’esperienza olivettiana, e con lo sguardo rivolto alle sperimentazioni più vive e indipendenti della cultura mondiale”.
Anche la Fondazione Giovanni Agnelli è dalla sua nascita presente nel dibattito culturale italiano ed europeo con la finalità di contribuire con le proprie ricerche alla comprensione dei cambiamenti della società italiana e alla definizione di policies che permettano la crescita economica e civile del Paese nel contesto europeo e globale.
La Fondazione Patrizio Paoletti è attiva invece nei campi della ricerca, dell’educazione e della didattica e si propone di promuovere i diritti dell’infanzia. La Fondazione opera con il metodo Pedagogia per il Terzo Millennio, con il Progetto International School ha attivato un centro d’eccellenza in Italia ad Assisi, e con il progetto Scuole nel Mondo ha raggiunto anche i bambini che vivono nelle aree più povere del mondo.
Per un approfondimento: la pubblicazione “Better skills, Better Jobs, Better Lives” dell’OECD-OCSE. Leggi la scheda su Piattaforma Infanzia.
Fonte: PiattaformaInfanzia



