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11 novembre 2010

Diario equatoriale, Congo parte 1°

9-11-2010. Siamo arrivati oggi nella “Gran Bouche”, Kinshasa. Il Congo ha mantenuto intatti tutti i suoi odori ed i suoi sapori, c’è un’aria strana qui ci si sente accolti come nel ventre di una grande “Mama” protetti, ma allo stesso fragili, in balia di situazioni imprevedibili ed a volte rischiose.

Sono a Kinshasa per un progetto di Scuole nel Mondo cui lavoro dal 2007: istruzione, alimentazione e assistenza medica a 600 bambini. In questi giorni realizzeremo un seminario per la formazione di 50 insegnanti e direttori, in una periferia di Kinshasa (Mont Ngafula).

Le idee sono il motore del cambiamento, anche qui. Gli edifici posso offrire riparo, sicurezza, strumenti, ma sono costruiti e gestiti dagli uomini, quindi… Ormai sappiamo che per cambiare le istituzioni bisogna cambiare le menti (Edgar Morin). Mi stupisco ancora che la gente non lo capisca.

Fare grandi opere, alzare muri, aprire canali comunicativi (come internet) senza riformare le menti significa andare incontro ad una precoce degenerazione, un abbandono certo.

Fortunatamente a Scuole nel Mondo sappiamo come gira la ruota.

La scuola, il Groupe Scolaire Tshiseleka, negli ultimi tre anni è così cresciuta parecchio passando dalla formazione degli insegnanti si sono aggiungete cinque aule, due uffici, quattro servizi igienici, uno spazio per il cibo e l’ambulatorio medico.

Siamo passati da 150 a 600 allievi in un tre anni. In modo sostenibile.

Un molto che è nulla, un nulla che è molto.

Per fortuna Kinshasa oggi è più tranquilla rispetto al 2009 anche se rimango immutati i grandi e oscuri mali del Congo: lotta alla povertà, salute e istruzione sono le grandi sfide che ci aspettano nella Rdc du Congo nei prossimi dieci anni.

Oggi questa nazione sembra più stabile ed è bello poter godere della sua grandezza. Ma la povertà si spreca in questo paese, esattamente come le ricchezze. E come sempre i bambini le sono vittime di questa realtà.

Compagna di questo viaggio è Marisa Bianchi, pedagogista e direttrice di una grande scuola svizzera, la sua presenza è per me non solo un’occasione di crescita professionale ma anche di condivisione e confronto sulle grandi tematiche che ruotano intorno all’uomo.

Ma ecco, una delle prime persone che incontriamo è Aimé Tshisleka il coordinatore del progetto Scuole nel Mondo in Congo, che ci aspetta sorridente e fiducioso all’aeroporto per accompagnarci in una settimana molto intensa. L’aeroporto non è proprio un posto simpatico è pieno di poliziotti e militari e questo non è un bene e non spiegherò il perché.

Bando alle difficoltà, usciti dall’aeroporto capiamo subito che dobbiamo acclimatarci al più presto perché il caldo equatoriale, questa volta, non è così semplice da gestire.

Difficile non essere banali quando si parla dell’Africa, difficile fermare impressioni che si susseguono a mitraglia con una forza che solo in Africa puoi trovare. Per aiutarmi ho bisogno di un taccuino e come quaderno degli appunti ho deciso di utilizzare gli sms mandati al mondo in questi giorni, oggi forse uno dei modo migliori per fissare le esperienze.

Marco Benini

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