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28 aprile 2010

Nuovi media ed antiche necessità

La vita dell’uomo è un viaggio entusiasmante ed è risaputo quanto siano esigue le certezze che si possono trovare su questo cammino. Che sia questo senso di movimento continuo a rendere entusiasmante la nostra esistenza?

Credo che incontrare i nostri simili, all’interno di questo movimento, sia uno punto fermo, una stella fissa. Non credo tuttavia sia altrettanto certa la possibilità di intraprendere con ognuno di loro il viaggio verso ciò che Gregory Bateson definì “il miglioramento, il cambiamento, la conversione”.

Un miglioramento personale, un cambiamento sociale, una conversione spirituale (cioè un passaggio di paradigma: dai bisogni ai valori). Sembrerebbe quindi sia estremamente necessario capire come utilizzare al meglio la propria vita per incontrare se stessi, gli altri, e il cambiamento che ne consegue.

Le Colonne d’Ercole sono li per tutti noi. Mi chiedo qual’è la sfida? Ercole, naturalmente.

Molte volte siamo costretti a prende atto di come non esista quel ponte relazionale che ci permette di contattare l’altro e per quella che è la mia esperienza posso solo dire che questa struttura (relazionale) va sempre costruita attraverso una messa in gioco personale.

A questo proposito Leonardo Piasere, entografo contemporaneo, sostiene:

“Come i corpi nello spazio spazio-tempo si attraggono, così le persone nello spazio-tempo sociale si attraggono, instaurano legami, costruiscono esperienze. Per Einstein, come è noto, l’attrazione di corpi è in realtà una curvatura dello spazio-tempo”.

La metafora della curvatura dell’esperienza di Piasere si ritaglia perfettamente su ciò che dovrebbe essere l’uomo di oggi: l’uomo, educatore di se stesso è sempre modello per altri, è così chiamato a “curvare il proprio spazio-tempo, la propria vita, per andare a co-costruire esperienze con persone che non fanno parte della sua giornata”, delle sue abitudini (abiti mentali ed emotivi).

Non chiudiamoci, non abdichiamo il nostro ruolo di sistemi aperti: continuiamo ad incontrarci, ad incontrare. Cittadini del mondo.

Marco Benini


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